Si naviga a vista, ma non sono l'unico. Chi ha certezze, propina tutto con il sorriso. Bisognerebbe cambiare città ogni mese, servirebbe a mantenere la sanità mentale: solo così si evitebbe di conoscere le meschinità che regolano il vivere scialbo della comunità.
Nella città con il mare sporco vanno di moda gli intellettuali dell'ultima ora, quelli che conoscono qualche canzoncina che va di moda fra pochi intimi, qualche poesia letta di sfuggita su qualche blog del cazzo o su un libro aperto e repentinamente richiuso 5 anni fa. Sono noiosi, ripetitivi come gli androidi. Eppure si moltiplicano, lobotomizzano dicendo che siamo lobotomizzati. Ultimamente provo ad adottare una tattica difensiva: mi escludo dalle conversazioni, scelgo il silenzio quando potrei contrastare. Non vale la pena sprecare fiato, meglio seguire il crescendo delle onde con ritrovata spensieratezza.
mercoledì 13 luglio 2011
venerdì 8 luglio 2011
Se fossimo di Manchester non avreste mai sentito parlare degli Oasis
Attualmente sono impegnato nelle registrazione della nuova demo con la mia band. Il processo creativo è affascinante, c'è l'intima speranza che le canzoni possano rivelare la loro profonda e misteriosa essenza.
Automa è un brano storico per i Nuclear Error: lo scrissi alcuni anni fa, di getto, tutto d'un fiato. Stiamo provando a risuonarlo, ma il missaggio finale non si discosterà molto dall'originale: vogliamo mantenere il mood del brano, ormai sembra che la canzone abbia la sua dimensione.
Invidio i grandi gruppi che possono rimanere in studio per mesi: possono ponderare, verificare, distruggere, ricostruire. Noi, invece, sentiamo il fiato sul collo. Dobbiamo rispettare scadenze e prendere decisioni in breve tempo. La fretta spesso è cattiva consigliera, ma non abbiamo altra soluzione: non abbiamo risorse finanziarie e dobbiamo fare di necessità, virtù.
Le registrazioni documentano un periodo della vita. Nel malaugurato caso che non dovessimo diventare delle star musicali (il rischio mi pare abbastanza elevato...) rimarrà pur sempre un ricordo di un periodo intenso. Dato che non si può fermare il tempo, quanto meno proviamo ad immortalarlo e conservarlo sotto forma di "sogni-di-emancipzione-dei-ragazzi-di-provincia". Qualcuno obietterà che Bari non è provincia, ma capoluogo. Io rispondo che in questa città c'è qualcosa di drammaticamente provinciale che non mi fa stare tranquillo. O forse mi fa stare troppo tranquillo.
domenica 3 luglio 2011
After e Marlene
Oggi suonano in città gli Afterhours e Marlene Kuntz. Dovrei scrivere maggiori dettagli, ma in fondo è sempre la solita solfa...
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domenica 19 giugno 2011
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